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LA LOTTA CONTRO IL CANCRO CON UN QUESTIONARIO
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OBIETTIVI DELLA RICERCA
E' in corso uno studio sull'incidenza del cancro nella popolazione Italiana. Scopo della ricerca è individuare le cause di tutti i tumori. Con l'ausilio di mezzi informatici abbiamo messo a punto uno strumento d'idagine che ci permette di correlare variabili genetiche e ambientali con i dati clinici raccolti attraverso un Questionario estremamente strutturato. Abbiamo concepito tanti Questionari quante sono le localizzazioni tumorali classificabili per distretto corporeo.
Il QUESTIONARIO è rivolto principalmente alle persone affette da tumore e/o ai parenti di persone malate o decedute a causa di questa malattia.
Se ha deciso di collaborare scarichi il file nella lista qui in basso in base all'apparato interessato. Non è fondamentale dare risposta a tutti i quesiti quanto riferire il dato in modo attendibile.
Le informazioni verranno utilizzate da PSYCHOLIT® esclusivamente per finalità scientifiche limitatamente alla gestione del rapporto con l'interessato. I dati raccolti da Psycholit® non saranno in alcun modo sottoposti ad altre società o persone neppure dietro esplicita autorizzazione.
DOWNLOAD QUESTIONARI
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- IPOTESI GENETICA O EPIGENETICA?
Una statistica nazionale sull'incidenza dei tumori dell'apparato respiratorio, riproduttivo, digerente e linfatico mostra un sensibile aumento della loro diffusione nelle regioni del nord-Italia. La discontinuità della distribuzione dei tumori sul territorio nazionale suggerisce una serie di ipotesi sul ruolo dei fattori ambientali nell'innesco e progressione del processo canceroso. L'aumentata incidenza dei casi di tumore nei centri urbani industrializzati del nord-est in particolare, non sembra trovare una giustificazione nell'elevata concentrazione della popolazione in questa zona. Il cancro potrebbe avere "giuoco più facile" in questa e in altre aree geografiche della penisola (Sicilia e Sardegna compresa) in virtù di esposizioni più o meno prolungate del singolo soggetto o dei membri della stessa famiglia nel tempo, e per più generazioni, ad agenti mutageni mimetizzati nell'ambiente.
L'ipotesi genetica è incentrata sullo studio del genoma, sulle mutazioni puntiformi, sulle traslazioni delle sequenze geniche etc. e si limita a indicare le mutazioni come fattori essenziali scatenanti le neoplasie. E' nello stesso ambito che si muove la ricerca farmacologica cercando di intervenire sui meccanismi della mutazione. Regole di mercato hanno fatto sì che la farmacologia applicata all'oncologia (farmacogenetica) si affermasse come punto di riferimento esclusivo attorno al quale far gravitare l'attività degli istituti di ricerca oncologica di tutto il mondo. Il 90% della ricerca ufficiale sui tumori, infatti, inclusa quella intrapresa nei centri di ricerca oncologica italiani è finanziata dalle Multinazionali Farmaceutiche. Queste realizzano farmaci di nuova generazione e brevettano molecole sintetiche nel tentativo di contrastare la progressione dei tumori. Particolarmente rilevante per le farmaceutiche è la sperimentazione umana, di fatto, monopolizzazione dei pazienti da sottoporre ai protocolli ministeriali. Di Bella, resta un caso noto se non emblematico di come questo sistema finirebbe per "imbrigliare" la libera ricerca.
Mancano studi sistematici che indaghino da un punto di vista chimico e biomolecolare sulle possibili concause ambientali del tumore e al tempo stesso facciano riferimento a un approccio olistico che abbia al centro l'individuo e non un esiguo frammento di neoplasia posto sotto la lente dell'anatomopatologo.
Alquanto ridimensionata appare la prospettiva che vede nell'esordio della neoplasia (stadio visibile alla TAC) la fase finale di un lungo e silenzioso processo patologico che ha afflitto l'organismo immerso in un ecosistema stravolto nel corso degli anni.
In genetica e in biologia molecolare le unità costitutive dell'individuo (proteina, gene, cellula, organo etc.) vengono isolate e osservate in contesti asettici di laboratorio che falsificano l'osservazione di un sistema autopoietico. Tale può essere considerato il corpo umano nella la sua complessità. Alle analisi di laboratorio sfuggono le sinergie fra cellule differenziate per il fatto che gli scambi elettrochimici ad ampio raggio vengono interdetti e i processi omeostatici inibiti. Emblematico l'esempio del fegato: sebbene le sue singole cellule rappresentino una porzione istologicamente rappresentativa dell'organo, osservare una coltura di cellule epatiche non coincide con l'osservazione dell'attività epatica in toto. Così come studiare un fegato espiantato non equivale a valutare la funzionalità dell'organo naturalmente alloggiato nella sua sede anatomica. In via del tutto simile, una cellula cancerosa al microscopio si mostra nei suoi cambiamenti morfologici e nelle mutazioni intervenute al livello del nucleo, tuttavia non ci è dato sapere se queste micro alterazioni sono la causa o piuttosto l'effetto di processi governati da leggi che risiedono nella massa tumorale primaria o altrove. Processi fondamentali per lo studio e la comprensione dell'origine del cancro potrebbero non essere osservabili in una coltura di cellule cancerose, e i continui fallimenti prodotti dalla scienza dopo oltre ottant'anni di ricerche ne sarebbero un'ovvia riprova. Cercare di risolvere un problema intervenendo sugli effetti senza conoscerne la causa o le cause non si traduce inevitabilmente in un rimandare il problema piuttosto che risolverlo?
La mappa del genoma è stata completata nel 2000. Abbiamo strumenti ottici potentissimi, eppure il paradigma genetico si è rivelato insufficiente per un approccio esaustivo allo studio dei tumori, tanto da poter sostenere che la strada intrapresa non sembra essere quella giusta. D'altrocanto, la lista delgli agenti mutageni e cancerogeni stilata dallo IARC si fa sempre più consistente e degna d'interesse per chi, come noi, vuole affiancare all'ipotesi genetica dati più di più convinceti.
Appare oltretutto evidente la collisione fra gli interessi delle Multinazionali Farmaceutiche e la logica disinteressata e neutrale che contraddistingue la ricerca scientifica intellettualmente onesta. Particolarmente irriducibile si sta rivelando la contraddizione fra l'obiettivo delle farmaceutiche di mantenere alto il numero dei soggetti che assumono medicinali (tornaconto finanziario) e l'urgenza di trovare una soluzione immediata ed efficace alla cura dei tumori di cui le stesse industrie del farmaco dovrebbero essere attive promotrici. Nel frattempo dimentichiamo che una soluzione del problema "cancro" potrebbe passare per grandi opere di prevenzione. Da qui l'impellenza di dover allentare i vincoli di sudditanza fra la ricerca e le lobbies a cominciare da un allargamento dei nostri orizzonti che passi per la messa in discussione della visione farmacocentrica della salute e dei veri obiettivi dei suoi fautori che, con il pretesto della ricerca, hanno finito per monopolizzare anche la nostra vita.
PSYCHOLIT® promuove la ricerca al livello internazionale collaborando con i maggiori CENTRI EUROPEI (BELGIO, SPAGNA, FANCIA,
GERMANIA, ITALIA, OLANDA, GRAN BRETAGNA). Le attivitè sono coordinate dal Centro Nazionale delle Ricerche Olandese (TNO).
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